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Addio a Ivano Beggio, patron di Aprilia

ivano beggio apriliaIl mondo del motociclismo piange Ivano Beggio, patron dell’Aprilia, scomparso all’età di 73 anni. Ad annunciar ela sua scomparsa sono stati i collaboratori tramite una nota in cui si precisa che l’ingegnere era da tempo malato. Il nome di Beggio è storicamente legato a quello dell’Aprilia, la Casa di Noale che proprio Beggio ha trasformato da realtà artigianale ad azienda internazionale, poi confluita nel Gruppo Piaggio.

Beggio era nato a Rio San Martino il 31 agosto 1944. Fin da piccolo ha mostrato la sua passione per le due ruote e i motori. Da giovanissimo, affiancava il padre Alberto nella fabbrica artigianale di biciclette Aprilia, aperta a Noale subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Nei primi anni ’70 è subentrato al padre e ha “messo il turbo” alle due ruote della casa, avviando la produzione di motociclette e scooter. Col passare del tempo Aprilia è diventata un colosso nel mondo dell’industria delle due ruote ed è divenuta celebre in tutto il mondo grazie agli straordinari successi ottenuti nel mondo delle corse.

Il primo trofeo arriva nel 1977, quando l’Aprilia si aggiudica il campionato italiano cross delle classi 125 e 250. Da allora la strada è stata lastricata di successi. Beggio è stato anche un grande talent scout del settore. È grazie al suo fiuto che Aprilia lancia piloti entrati nella storia del motomondiale, tra cui Valentino Rossi e Max Biaggi, ma sono passati nei box Aprilia anche Marco Melandri, Jorge Lorenzo, Loris Reggiani, Alex Gramigni, Roberto Locatelli, Manuel Poggiali e tanti altri. In totale la Aprilia ha vinto 56 titoli mondiali nelle varie specialità motociclistiche, tra le categorie piloti e costruttori. Con i suoi 19 titoli costruttori complessivi, si colloca al 4º posto tra le case più vincenti di sempre.

Dal punto di vista industriale, a partire dagli anni ’80 Aprilia inizia ad imporsi come marchio leader nella produzione di motociclette di piccola cilindrata, mentre negli anni ’90 la casa di Noale si impone sul mercato grazie a dei mezzi esteticamente e tecnologicamente innovativi che hanno segnato la storia degli scooter: tra cui l’SR e lo Scarabeo. Nel 1992 produce il primo scooter e la prima moto due tempi a marmitta catalitica. Nel 1998 entra nel settore delle moto di grande cilindrata con la RSV Mille (moto dell’anno nel 1999). Nel 2000 Aprilia acquisisce i marchi Moto Guzzi e Moto Laverda, e consegue numerosi successi anche in campo sportivo. Nel 2004 Beggio cede il gruppo alla Piaggio restando comunque presidente onorario dell’azienda fino al 2006.ivano beggio aprilia

Grazie ai suoi successi sportivi e imprenditoriali, è stato insignito del titolo di “Cavaliere del lavoro” e “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”.

A ricordarlo nel giorno della sua morte sono in tanti, tra cui i campioni dello sport e anche il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, il quale ha twittato: “Il mondo piange Ivano Beggio, patron Aprilia, artefice del lancio di un marchio di eccellenza per le due ruote -scrive su Twitter-. Senza di lui non sarebbero nate le leggende di Rossi, Biaggi, Melandri, Locatelli e Poggiali. La sua storia va insegnata nelle scuole”.

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